lunedì 31 gennaio 2011

postheadericon Buster CicKeaton



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postheadericon Sunset Boulevard


postheadericon Brancaleone da Gallipoli


Il Capitan Spaventa della Valle Inferna
Sguaina la spada e vibra un forte colpo al palco

"Corpo di Marte!
Ulisse, Achille, Telemaco, Orlando, Rolando, 
Rinaldo, Astolfo, Aquilante, Ruggiero, Bradamante, 
il Capitan Spaventa di Valle Inferna tutti li mette nel sacco.
Il tiro schioppettate, coltellate, stoccate, chiattonate, 
fendenti a destra, a sinistra, di sopra, di sotto".

(S’odono squilli di tromba, rulli di tamburo.)
Il Capitan Spaventa ascolta preoccupato

"Vorrei fare da smargiasso, da gradasso
mi ci sforzo ma non posso,
gran paura la natura si degnò cacciarmi addosso.
Dica pur chi vuol dire,
meglio è un brutto fuggir che un bel morire".

L'Orfeide
La Morte delle Maschere
Gian Francesco Malipiero
(1921/22)


E ci siamo!, Skippy da Gallipoli l'ha sparata: grande coalizione con gli ex satrapi di "Ciro (il corto)" e con chi ci stà; italica tradizione: "O Franza o Spagna, purchè se magna!".
Già s'odono squilli di tromba, presto arriverà la "gioiosa macchina da guerra" del CentroCentro (cogitatio ad mentula canis), Bersoldo raccoglierà 10 milioni di firme (ma non facevano il test antidroga in Parlamento?), ci sarà la pace nel mondo, ai politici crescerà la coscienza e.........sarà Natale tutto l'anno!.

Post scriptum:
  •  non ho preso spunto da Cecchetto che ha parlato "dell' armata Brancaleone", io l'immagine della loro condizione l'ho impressa in mente da anni; lo so da tempo, li conosco bene, li ho votati (mea culpa!), mi hanno fottuto ma non mi fregano più.
  • la cosa più divertente: il copricapo di Daleman è vero, non è un montaggio; si tratta di un cappello vietnamita, forse è un caso di "invidia della bandana" (neanche nelle più sfrenate contorsioni della mia fantasia avrei osato tanto!, mi chiedo comunque, di nuovo: "E il test antidroga?").



    sabato 29 gennaio 2011

    postheadericon Terzo polo (le vergini)

    Le Tre Grazie. Raffaello   (Grazia, Graziella e Grazie al........)

    postheadericon Julin Hood-Il successore

    Uno dei possibili successori, se l'inciucio riesce.

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    giovedì 27 gennaio 2011

    postheadericon Chuck Veltronnis in "Walter fiat's ranger"


    Nel ricordare l'importanza dello SCIOPERO GENERALE DEI METALMECCANICI del 28 Gennaio, augurando la riuscita di una grande e pacifica manifestazione, voglio ricordare un sincero democratico, da sempre amico degli operai.
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    sabato 22 gennaio 2011

    postheadericon L'ultimo cannolo


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    postheadericon Democrates Peintres



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    postheadericon Veltronne alla kermesse del Linguotto


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    giovedì 20 gennaio 2011

    postheadericon La risposta a Marchionne. Sciopero!!!



    28 gennaio:
    sciopero generale dei metalmeccanici
    Il lavoro è un bene comune: difendiamo ovunque contratto e diritti

    Lo sciopero generale dei metalmeccanici è una tappa fondamentale per la riconquista del Contratto Nazionale e la salvaguardia dei diritti nei luoghi di lavoro.
    La scelta compiuta dalla Fiat prima a Pomigliano e poi alle Carrozzerie di Mirafiori è un atto antisindacale, autoritario e antidemocratico senza precedenti nella storia delle relazioni sindacali del nostro paese dal dopoguerra:
    Ø  calpesta la libertà dei lavoratori e delle lavoratrici di decidere a quale sindacato aderire per difendere collettivamente i propri diritti e di eleggere i propri rappresentanti
    Ø  si annullano il Contratto Nazionale di lavoro e si peggiorano le condizioni di fabbrica, si aumenta lo sfruttamento e l'orario di lavoro
    Ø  si lede il diritto di sciopero e si riduce la retribuzione a chi si ammala cancellando così in un colpo solo anni di lotte e conquiste.
    Il ricatto di Marchionne è coerente con la distruzione della legislazione del lavoro in atto che vuol rendere tutti soli e precari; è la stessa logica regressiva messa in pratica dal Governo con l'attacco al diritto allo studio e alla ricerca attuato attraverso il Decreto Gelmini.

    Il coraggio e la dignità dimostrata da una parte importante dei lavoratori e dalle lavoratrici di Mirafiori nel referendum, pur illegittimo, sull' “accordo della vergogna" hanno dimostrato che la partita è aperta e che non è inevitabile una ripetizione della stessa impostazione nelle altre
    CONTINUIAMO LA MOBILITAZIONE PER IL LAVORO, LA DIGNITA’, LA LIBERTA’

    GRAZIE MIRAFIORI !
    VOCI, MUSICA,COLORI

    MERCOLEDI’ 26 GENNAIO 2011
    ALLE ORE 18.00 AL PALASPORT DI PARCO RUFFINI
    Un’occasione di incontro e confronto per mettere insieme esperienze e per ridare dignità al lavoro, per la giustizia, per il futuro, per la libertà
    VENERDI’ 28 GENNAIO 2011
    MANIFESTAZIONE in P.zza Castello
    RITROVO ore  9.00  a PORTA SUSA

                                                                                                                                                                                
                                                                                                        
       Torino, 20 gennaio 2011                                                                                        FIOM-CGIL TORINO



    postheadericon Susanna e i vecchioni

    Susanna e i vecchioni. Paolo Veronese


    Susanna, bella e pia ragazza, viene notata da due vecchi che frequentano la casa di suo marito mentre fa il bagno nel suo giardino. Costoro sono appena stati nominati giudici e, infiammati di lussuria, si fanno sotto con proposte infami, minacciando di accusarla presso il marito di averla sorpresa con un giovane amante se non si concede a loro. Al rifiuto di Susanna l'accusano pubblicamente di adulterio. Portata davanti al tribunale viene riconosciuta colpevole e condannata a morte mediante lapidazione……………………
    Libro di Daniele(da Wikipedia)


    Non riesco a capire che cosa serva, ancora, a questo paese per scrollarsi di dosso questo "niente" di classe politica che abbiamo.
    Italiani, popolo di capitani d’industria, allenatori e cuochi,  tutti lì a giustificare il puttaniere, con il suo harem di zoccole sempre disponibile: “Ah vorrei esserci io al suo posto”; invece, mi spiace, oltre a non trombare, dovete soffrire e mantenere il suo tenore di vita!, a lui e ai suoi scherani.
    Un pedofilo di settantaquattro anni che molesta le minorenni, una bambola di plastica tenuta insieme da cocktail di medicine,da tiranti e trapianti, al quale, se per caso salta qualche ormeggio, cade la faccia e si sfalda come neve al sole.
    Che tristezza, condanniamo il turismo sessuale nel terzo mondo o nel sud est asiatico e poi a casa nostra succedono le stesse ignominiose cose,  giustificate da tutti, santa romana apostolica chiesa compresa.
    Ai prelati, però, normalmente la carne piace molto più giovane, dato che loro devono plasmare le coscienze, anche se ci sono delle eccezioni, quelli che le cercano già con "u pilu", come direbbe Cetto.
    L’unica nota allegra della vicenda è che, se SilvioCiro non faceva  lo spot legislativo e inaspriva  la pena per  i rapporti con le prostitute minorenni, se la sarebbe cavata, invece ha fatto lo sborone e……………………... ahi, ahi,ahi ahi! NO PUTTAN TOUR!.
     Non lo volevano già più i bigotti delle associazioni della famiglia alle loro sacre rappresentazioni, l’ultima volta è stato costretto a mandare Giovanardi (sti cazzi!); facciamoci un altro bellissimo family day (chiamarlo giorno della famiglia no!, non fa tendenza).
    E’ anche intervenuto pesantemente con la questura di Milano, ha mentito, ha fatto di tutto e di più, i suoi ministri hanno detto il falso in parlamento sulla questione e i suoi parlamentari continuano nella missione.
    L’opposizione dov’è?, non c’è; oggi Flores d’Arcais li esortava a compiere una sorta di secessione sull’Aventino, in un soprassalto di dignità.
    Non possono, sono collusi con il puttaniere, sono una macchietta di quello che è stata la sinistra italiana nella sua storia; noi siamo di sinistra, io personalmente sono rimasto comunista (ho la mia interpretazione del pensiero di Marx, tutti ne hanno una, qualcuna è finita decisamente nel male), loro no, sono comitati di affari, in politica per i propri interessi (sia solo quel coacervo di privilegi ed emolumenti che hanno).
    Stanno con Marchionne senza sé  e senza ma, gli stenderebbero il tappeto rosso, meritano l’estinzione politica pure loro; vedrete che "l’ometto stecco" riuscirà a perdere a Torino (gli manca che "baffetti da sparviero" lo appoggi pubblicamente per fare l’enplain).


    Enrico Berlinguer nel 1970 diceva: " I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l’iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un “boss” e dei “sotto-boss".
    Parlava di giganti, in confronto a questi nani che infestano le stanze del potere; mai si sarebbe potuto immaginare questa degenerazione, questa assuefazione generale al peggio.
    Io penso che, neanche, avrebbe vagheggiato l’evoluzione del suo partito in questo ectoplasma che è il Partito democratico, dove il "nuovo" ha più di 60 anni (il giovane Chiampa) oppure ha le forme bamboccesche del senza se(nno) e senza ma(stiCazzi) sindachino di Firenze o, se vogliamo diversificare l’orientamento partitico e giungere alla purezza, le feste di Bertinotti a casa delle sorelle Fendi.
    Berlinguer ancora diceva: " I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. Per esempio, oggi c’è il pericolo che il maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente, ma noi impediremo che un grande organo di stampa come il Corriere faccia una così brutta fine. Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le “operazioni” che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un’autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un’attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti".
    Sembra una fotografia dell’Italia di oggi, un "ritorno al futuro", con una sola differenza in peggio; oggi c’è Mediaset, si sono impadroniti di quasi tutte le fonti di informazioni, hanno plasmato la coscienza del popolo con i "nani e le ballerine", i "lustrini e le pajettes", al punto che le persone non si rendono più conto che non è vero che il Kaiser è come loro, uno di loro, con gli stessi pregi e gli stessi difetti, ma sono essi che, più o meno consapevolmente, sono stati foggiati, scientemente, a sua immagine e somiglianza.
    Io ancora mi indigno per quello che succede, tutti ridotti a schiavi del capitale, i CCCP un tempo cantavano: "Le insegne luminose attirano gli allocchi"; tutto è merce, tutti si vendono, basta, per piacere, personaggi  pubblici milionari che ci sfracassano i coglioni con la loro faccia in tutti gli spot, tutti i santi giorni!.
    Poi, che dire degli impegnati autori di satira (di sinistra) che fustigano i costumi della societa e dei politici a colpi di telepromozioni e spot; un colpo al potere e una pubblicità ad una banca, una battuta sul governo e una promozione per la coop oppure un appello degli operai della fiat, al quale si risponde con un: "sono cose troppo grandi…". 
    Di mio, certamente, non darò loro più una lira, laddove possa, finchè campo.
    I giornalisti non hanno bisogno di censure, in questo ventunesimo secolo sono una " vil razza dannata " che si prostra a comando (a parte Santoro, Iacona, Travaglio, Telese, gli amici del Fatto Quotidiano e poche altre perle rarissime); altro che lottizzazione del Corriere, l’Italia è tutta in leasing.
    Le uniche parole di verità arrivano da un Comico e da un Movimento che, non potendo comunque io prevedere il futuro, ritengo oggi siano una delle poche scintille di speranza in tutta questa desolazione.
    Immaginatevi se al Quirinale ci fosse Pertini, sicuramente non saremmo arrivati a questo punto di fascismo virtuale e mediatico, di editti e di minacce bibliche ai magistrati che, dignitosamente, svolgono il loro lavoro, al sistematico calpestamento di tutte le forme della convivenza civile e delle istituzioni che garantiscono la vita democratica.
    Ci sarebbe sicuramente altro da dire ma, per adesso, vorrei chiudere con  una parte della Prima Filippica di Demostene, che, a mio parere, si attaglia benissimo alla situazione odierna, a riprova che la teoria dei "Corsi e ricorsi storici" di G.B.Vico che si riassumeva con: "Historia se repetit" è probabilmente valida; con questo voglio dire che l’uomo è sempre lo stesso e quindi, pur con il cambiare delle epoche e delle condizioni, si ripropongono corrispondenze con inquietanti accadimenti del passato.

    ……..7 Se dunque anche voi, o Ateniesi, vorrete venire in tale ordine di idee, almeno ora, dato che non l'avete fatto in passato, e ognuno di voi lascerà da parte ogni pretesto e sarà pronto ad agire là dove il dovere glielo impone e potrebbe rendersi utile alla città, chi è ricco a versare tributi, chi ha l'età giusta ad arruolarsi; insomma, per dirla in breve, se vorrete essere padroni di voi stessi e se ciascuno di voi smetterà di sperare di poter rimanere inerte perché sarà sempre il suo vicino ad agire per lui, allora rientrerete in possesso di ciò che era vostro, se dio vuole, recupererete ciò che avete perduto per la vostra indolenza e lo punirete.
    8 Non dovete pensare, infatti, che la situazione presente sia per lui consolidata e destinata a rimanere immutabile per l'eternità, come se fosse un dio: c'è qualcuno che lo odia e lo teme, o Ateniesi, e lo invidia, anche tra le file di coloro che ora danno a vedere di essergli molto amici; e si deve pensare che da tutto quanto si verifica anche tra gli altri uomini non vadano esenti neppure quelli che stanno con lui. Certo, ora tutti questi stati d'animo rimangono celati, perché non trovano uno sfogo a causa della vostra lentezza e della vostra inerzia; che è proprio l'atteggiamento che io affermo che bisogna ormai abbandonare.
    9 Vedete infatti, o Ateniesi, a che punto di impudenza è giunto costui: non vi lascia neppure scegliere se agire o restare in pace, ma minaccia e pronunzia, a quanto dicono, parole arroganti, e non è capace di accontentarsi di quello che ha già conquistato, ma sempre si circonda di nuove conquiste e ci accerchia da ogni parte mentre noi indugiamo e rimaniamo inerti.
    10 Quando dunque, o Ateniesi, quando farete quello che è necessario? Che cosa deve succedere perché ciò avvenga? - Per Zeus, lo faremo quando si presenti la necessità. - Ma come bisogna giudicare la situazione attuale? Perché io ritengo che per gli uomini liberi l'obbligo più pressante sia la vergogna per le proprie azioni. O forse preferite, ditemelo un po', bighellonare e chiedervi l'un l'altro: "Si dice qualcosa di nuovo?"…….


    Stella Rubra

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    martedì 18 gennaio 2011

    postheadericon L'insostenibile leggerezza dei servi



    L’altro giorno, a casa, avevamo una discussione sull’attualità della lingua e della letteratura Latine; ebbene, confesso che noi  facciamo anche questi discorsi, invece di guardare il GF, mea culpa.
    Mai, come in questi giorni, l’attualità mi convince che il Latino è vivo (anche il Che, ma questo è un altro discorso).
    A volte basta una parola per scatenare una ridda di pensieri e di immagini nella mente di un uomo.
    Prendiamo ad esempio un semplice verbo:

    mingo, mingis, minxi, minctum, mingere


    1 mingere, orinare

    2 eiaculare.


    da cui deriva il termine minzione, dal latino tardo mictio-onis, espellere urina, urinare.

    Unendo i due significati di questo verbo, al di là della facile e azzeccata somiglianza con il patronimico di qualche cliens del sommo demagogo, assurto, prepotentemente, agli onori delle cronache da qualche tempo, mi viene in mente il comportamento che, peraltro, non ha niente di sbagliato, del cane o del lupo.
    L’uno è animale che io, personalmente, ritengo essere il migliore di tutti i nostri compagni domestici  (consiglio vivamente l”Ode al cane” di Pablo Neruda - Parral, 12 luglio 1904), l’altro è nobile per schiatta e comportamento.
    Entrambi i due, in presenza di una forte emozione, mingono; il cane, soprattutto, manifesta così la sua grande gioia nel vedere il padrone, magari dopo una giornata di attesa.
    Questo comportamento che, nell’animale, ha un solo significato, la felicità, pura, semplice e disinteressata, assume tutt’altro intendimento nelle azioni degli esseri umani.
    Assistiamo quotidianamente allo spettacolo di questi esseri spregevoli che, raggiunti i livelli più alti, o nella maggior parte dei casi, quelli ritenuti tali, al cospetto del loro padrone, più o meno potente, come i canidi, si mettono pancia all’aria e mingono spudoratamente (metaforicamente parlando), per procacciarsi facili e utili guadagni, raggiungendo a volte un parossismo orgasmico di servilismo.
    Basta una telefonata, sorta di carezza virtuale, in taluni casi una parola o un ordine sussurrato e non c’è più posto per la Giustizia, per la Libertà o l’Uguaglianza sancite dalla Carta Costituzionale.
    Assistiamo, di conseguenza, attoniti, al quotidiano scempio delle basilari regole di convivenza civile e non abbiamo alcuna possibilità di avere un’informazione corretta e indipendente, da parte dei molti sicofanti che ci accerchiano.
    Quinto Orazio flacco nell’Ars Poetica scriveva: “minxerit in patrios cineres”; questo essi hanno fatto e continuano a fare: hanno orinato sulle ceneri dei nostri padri, sui Padri Costituenti, sui Padri dello Statuto dei Lavoratori e sui Padri della Patria come Sandro Pertini.
    E che dire poi della meritocrazia, parola esageratamente inflazionata in questi mala tempora.
    Prestate attenzione ai signori che la predicano ed invece, nei fatti, preparano e attuano altro: la plutocrazia.
    Nelle plutocrazie il potere politico è intimamente connesso al potere economico e alla competizione; questi sono sistemi che si autoreferenziano, ma niente hanno a che vedere con criteri meritocratici, anzi………..
    Quando una società falsa le condizioni di partenza, in tutti i campi, quando l’accesso alla conoscenza e all’istruzione è sempre più elitario, quando, di fatto, non è garantita l’uguaglianza dei cittadini, che non hanno, quindi, le stesse possibilità, come si fa a parlare di merito, se alcuni, addirittura non possono esprimere pienamente il loro potenziale e migliorarsi mediante esso.
    Sempre più contano i contatti personali e politici o le possibilità economiche, per garantirsi un facile futuro, scevro dal pericolo di doversi, veramente, confrontare con gli altri.
    Karl Jaspers diceva: Guai al popolo che per la speranza di una grandezza impossibile o per semplice disperazione giunge a considerare il suo «Capo» come un essere provvidenziale e sacro, dotato di un potere magico e di un'onnipotenza miracolosa. Di sacro non c'è altro che il diritto naturale della persona umana.
    E che dire alla massa: vergogna a tè, o maggioranza silenziosa, perché se ipotecassi solo il tuo futuro, nell’urna, potremmo non curarcene, ma tu scegli, scientemente, di chiudere occhi e orecchie e stai condannando i nostri figli e i nostrii nipoti ad un orribile destino, fatto a tua immagine e somiglianza.
    Ce n’è, però, anche per la nostra gens o meglio quella che credevo esserla; ha abbandonato completamente qualsiasi ideale di sinistra e sta andando gioiosamente verso l‘estinzione, apparentemente in condizioni di stupefazione e inconsapevolezza (io sospetto non sia proprio così, tra un Sankt Moritz e una minzione gioiosa, all’udire la voce del nuovo padrone svizzero-canadese [ minuscolo voluto, dato il personaggio veramente piccolo - n.d.a.]).
    Tornando alla zoofilia, comunque, c’è un altro comportamento dei canidi che auspico, vivamente, questi signori adottino in un futuro, spero, non remoto (sempre democraticamente e metaforicamente parlando).
    Quando il cane o il lupo, durante l’agone, sono assaliti da un subitaneo spavento, si girano con la pancia per aria, in segno di resa, liberando un liquido, dal caratteristico odore, dalle cosiddette ghiandole della “paura”.
    Resistiamo democraticamente e costringiamo Ciro e i suoi satrapi, con l’esercizio democratico delle nostre prerogative e dei nostri diritti, ad abbandonare le loro posizioni e la vita pubblica, perché, al di là di quello che pensano e che, affabulando gli altri, si raccontano, sono già stati espulsi dalla storia diverse volte.
    Ultimamente, un leggero sentore dell‘olezzo, di cui parlavo prima, si avverte, leggero, ma beneaugurante.
    Voglio concludere con un pensiero non mio, bensì di Walt Whitman, che mi trova pienamente in accordo: « Spesso abbiamo stampato la parola Democrazia. Eppure non mi stancherò di ripetere che è una parola il cui senso reale è ancora dormiente, non è ancora stato risvegliato, nonostante la risonanza delle molte furiose tempeste da cui sono provenute le sue sillabe, da penne o lingue. È una grande parola, la cui storia, suppongo, non è ancora stata scritta, perché quella storia deve ancora essere messa in atto. »



    Stella Rubra

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    lunedì 17 gennaio 2011

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    domenica 16 gennaio 2011

    postheadericon Linguine Balilla

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    sabato 15 gennaio 2011

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