giovedì 20 gennaio 2011

postheadericon Susanna e i vecchioni

Susanna e i vecchioni. Paolo Veronese


Susanna, bella e pia ragazza, viene notata da due vecchi che frequentano la casa di suo marito mentre fa il bagno nel suo giardino. Costoro sono appena stati nominati giudici e, infiammati di lussuria, si fanno sotto con proposte infami, minacciando di accusarla presso il marito di averla sorpresa con un giovane amante se non si concede a loro. Al rifiuto di Susanna l'accusano pubblicamente di adulterio. Portata davanti al tribunale viene riconosciuta colpevole e condannata a morte mediante lapidazione……………………
Libro di Daniele(da Wikipedia)


Non riesco a capire che cosa serva, ancora, a questo paese per scrollarsi di dosso questo "niente" di classe politica che abbiamo.
Italiani, popolo di capitani d’industria, allenatori e cuochi,  tutti lì a giustificare il puttaniere, con il suo harem di zoccole sempre disponibile: “Ah vorrei esserci io al suo posto”; invece, mi spiace, oltre a non trombare, dovete soffrire e mantenere il suo tenore di vita!, a lui e ai suoi scherani.
Un pedofilo di settantaquattro anni che molesta le minorenni, una bambola di plastica tenuta insieme da cocktail di medicine,da tiranti e trapianti, al quale, se per caso salta qualche ormeggio, cade la faccia e si sfalda come neve al sole.
Che tristezza, condanniamo il turismo sessuale nel terzo mondo o nel sud est asiatico e poi a casa nostra succedono le stesse ignominiose cose,  giustificate da tutti, santa romana apostolica chiesa compresa.
Ai prelati, però, normalmente la carne piace molto più giovane, dato che loro devono plasmare le coscienze, anche se ci sono delle eccezioni, quelli che le cercano già con "u pilu", come direbbe Cetto.
L’unica nota allegra della vicenda è che, se SilvioCiro non faceva  lo spot legislativo e inaspriva  la pena per  i rapporti con le prostitute minorenni, se la sarebbe cavata, invece ha fatto lo sborone e……………………... ahi, ahi,ahi ahi! NO PUTTAN TOUR!.
 Non lo volevano già più i bigotti delle associazioni della famiglia alle loro sacre rappresentazioni, l’ultima volta è stato costretto a mandare Giovanardi (sti cazzi!); facciamoci un altro bellissimo family day (chiamarlo giorno della famiglia no!, non fa tendenza).
E’ anche intervenuto pesantemente con la questura di Milano, ha mentito, ha fatto di tutto e di più, i suoi ministri hanno detto il falso in parlamento sulla questione e i suoi parlamentari continuano nella missione.
L’opposizione dov’è?, non c’è; oggi Flores d’Arcais li esortava a compiere una sorta di secessione sull’Aventino, in un soprassalto di dignità.
Non possono, sono collusi con il puttaniere, sono una macchietta di quello che è stata la sinistra italiana nella sua storia; noi siamo di sinistra, io personalmente sono rimasto comunista (ho la mia interpretazione del pensiero di Marx, tutti ne hanno una, qualcuna è finita decisamente nel male), loro no, sono comitati di affari, in politica per i propri interessi (sia solo quel coacervo di privilegi ed emolumenti che hanno).
Stanno con Marchionne senza sé  e senza ma, gli stenderebbero il tappeto rosso, meritano l’estinzione politica pure loro; vedrete che "l’ometto stecco" riuscirà a perdere a Torino (gli manca che "baffetti da sparviero" lo appoggi pubblicamente per fare l’enplain).


Enrico Berlinguer nel 1970 diceva: " I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli, senza perseguire il bene comune. La loro stessa struttura organizzativa si è ormai conformata su questo modello, e non sono più organizzatori del popolo, formazioni che ne promuovono la maturazione civile e l’iniziativa: sono piuttosto federazioni di correnti, di camarille, ciascuna con un “boss” e dei “sotto-boss".
Parlava di giganti, in confronto a questi nani che infestano le stanze del potere; mai si sarebbe potuto immaginare questa degenerazione, questa assuefazione generale al peggio.
Io penso che, neanche, avrebbe vagheggiato l’evoluzione del suo partito in questo ectoplasma che è il Partito democratico, dove il "nuovo" ha più di 60 anni (il giovane Chiampa) oppure ha le forme bamboccesche del senza se(nno) e senza ma(stiCazzi) sindachino di Firenze o, se vogliamo diversificare l’orientamento partitico e giungere alla purezza, le feste di Bertinotti a casa delle sorelle Fendi.
Berlinguer ancora diceva: " I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. Per esempio, oggi c’è il pericolo che il maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente, ma noi impediremo che un grande organo di stampa come il Corriere faccia una così brutta fine. Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le “operazioni” che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica. Un credito bancario viene concesso se è utile a questo fine, se procura vantaggi e rapporti di clientela; un’autorizzazione amministrativa viene data, un appalto viene aggiudicato, una cattedra viene assegnata, un’attrezzatura di laboratorio viene finanziata, se i beneficiari fanno atto di fedeltà al partito che procura quei vantaggi, anche quando si tratta soltanto di riconoscimenti dovuti".
Sembra una fotografia dell’Italia di oggi, un "ritorno al futuro", con una sola differenza in peggio; oggi c’è Mediaset, si sono impadroniti di quasi tutte le fonti di informazioni, hanno plasmato la coscienza del popolo con i "nani e le ballerine", i "lustrini e le pajettes", al punto che le persone non si rendono più conto che non è vero che il Kaiser è come loro, uno di loro, con gli stessi pregi e gli stessi difetti, ma sono essi che, più o meno consapevolmente, sono stati foggiati, scientemente, a sua immagine e somiglianza.
Io ancora mi indigno per quello che succede, tutti ridotti a schiavi del capitale, i CCCP un tempo cantavano: "Le insegne luminose attirano gli allocchi"; tutto è merce, tutti si vendono, basta, per piacere, personaggi  pubblici milionari che ci sfracassano i coglioni con la loro faccia in tutti gli spot, tutti i santi giorni!.
Poi, che dire degli impegnati autori di satira (di sinistra) che fustigano i costumi della societa e dei politici a colpi di telepromozioni e spot; un colpo al potere e una pubblicità ad una banca, una battuta sul governo e una promozione per la coop oppure un appello degli operai della fiat, al quale si risponde con un: "sono cose troppo grandi…". 
Di mio, certamente, non darò loro più una lira, laddove possa, finchè campo.
I giornalisti non hanno bisogno di censure, in questo ventunesimo secolo sono una " vil razza dannata " che si prostra a comando (a parte Santoro, Iacona, Travaglio, Telese, gli amici del Fatto Quotidiano e poche altre perle rarissime); altro che lottizzazione del Corriere, l’Italia è tutta in leasing.
Le uniche parole di verità arrivano da un Comico e da un Movimento che, non potendo comunque io prevedere il futuro, ritengo oggi siano una delle poche scintille di speranza in tutta questa desolazione.
Immaginatevi se al Quirinale ci fosse Pertini, sicuramente non saremmo arrivati a questo punto di fascismo virtuale e mediatico, di editti e di minacce bibliche ai magistrati che, dignitosamente, svolgono il loro lavoro, al sistematico calpestamento di tutte le forme della convivenza civile e delle istituzioni che garantiscono la vita democratica.
Ci sarebbe sicuramente altro da dire ma, per adesso, vorrei chiudere con  una parte della Prima Filippica di Demostene, che, a mio parere, si attaglia benissimo alla situazione odierna, a riprova che la teoria dei "Corsi e ricorsi storici" di G.B.Vico che si riassumeva con: "Historia se repetit" è probabilmente valida; con questo voglio dire che l’uomo è sempre lo stesso e quindi, pur con il cambiare delle epoche e delle condizioni, si ripropongono corrispondenze con inquietanti accadimenti del passato.

……..7 Se dunque anche voi, o Ateniesi, vorrete venire in tale ordine di idee, almeno ora, dato che non l'avete fatto in passato, e ognuno di voi lascerà da parte ogni pretesto e sarà pronto ad agire là dove il dovere glielo impone e potrebbe rendersi utile alla città, chi è ricco a versare tributi, chi ha l'età giusta ad arruolarsi; insomma, per dirla in breve, se vorrete essere padroni di voi stessi e se ciascuno di voi smetterà di sperare di poter rimanere inerte perché sarà sempre il suo vicino ad agire per lui, allora rientrerete in possesso di ciò che era vostro, se dio vuole, recupererete ciò che avete perduto per la vostra indolenza e lo punirete.
8 Non dovete pensare, infatti, che la situazione presente sia per lui consolidata e destinata a rimanere immutabile per l'eternità, come se fosse un dio: c'è qualcuno che lo odia e lo teme, o Ateniesi, e lo invidia, anche tra le file di coloro che ora danno a vedere di essergli molto amici; e si deve pensare che da tutto quanto si verifica anche tra gli altri uomini non vadano esenti neppure quelli che stanno con lui. Certo, ora tutti questi stati d'animo rimangono celati, perché non trovano uno sfogo a causa della vostra lentezza e della vostra inerzia; che è proprio l'atteggiamento che io affermo che bisogna ormai abbandonare.
9 Vedete infatti, o Ateniesi, a che punto di impudenza è giunto costui: non vi lascia neppure scegliere se agire o restare in pace, ma minaccia e pronunzia, a quanto dicono, parole arroganti, e non è capace di accontentarsi di quello che ha già conquistato, ma sempre si circonda di nuove conquiste e ci accerchia da ogni parte mentre noi indugiamo e rimaniamo inerti.
10 Quando dunque, o Ateniesi, quando farete quello che è necessario? Che cosa deve succedere perché ciò avvenga? - Per Zeus, lo faremo quando si presenti la necessità. - Ma come bisogna giudicare la situazione attuale? Perché io ritengo che per gli uomini liberi l'obbligo più pressante sia la vergogna per le proprie azioni. O forse preferite, ditemelo un po', bighellonare e chiedervi l'un l'altro: "Si dice qualcosa di nuovo?"…….


Stella Rubra

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